Comunità Familiari per minori

COMUNITA' DI TIPO FAMILIARE PER MINORI 

PRESENTAZIONE:

 L'Associazione famiglie padovane contro l'emarginazione-onlus, impegnata attivamente nella tutela e nella promozione dei diritti dei minori, dal 2001, ha attivato, tre Comunità Residenziali di tipo familiare volte a garantire la tutela dei diritti dei minori ospitati mediante progetti educativi individualizzati a medio - lungo termine, condivisi con ospite e  referenti dei servizi invianti. L'Associazione opera nel rispetto della “Convenzione sui diritti del Fanciullo di New York”, in cui si riconosce ad ogni minore, al di là della nazionalità, del sesso, della religione, il diritto di avere la possibilità di crescere, formarsi e realizzare, in maniera sana”, il proprio progetto di vita.        

 

 

DESTINATARI:

 

  • Minori, maschi e femmine, in situazione di disagio familiare e sociale;
  • Minori sottoposti a provvedimenti penali;
  • Minori stranieri non accompagnati.

 

OBIETTIVI:

La comunità familiare si pone i seguenti obiettivi:

  1. Fornire un ambiente educativo sano e favorente lo sviluppo di relazioni affettive stabili, continuative e propositive, indispensabili per un equilibrato sviluppo della personalità del minore;
  2. Garantire la protezione del minore e la tutela dei suoi diritti quali cura, l'assistenza sanitaria, il diritto allo studio.
  3. Elaborare e gestire il progetto educativo individualizzato di ogni minore funzionale al conseguimento dell'autonomia e all'integrazione sociale al raggiungimento della maggiore età.

 

PROGRAMMA DELLA COMUNITA':

 Il programma residenziale si articola nelle seguenti fasi:

  1. Fase di accoglienza (da 1g a 30 gg);
  2. Fase educativa residenziale;
  3. Fase di sgancio e/o inserimento sociale

Fase di monitoraggio e/o sostegno (da 1 a 6 mesi dopo il raggiungimento della maggiore età e l'uscita dalla struttura)
 
La normativa vigente prevede l'inserimento del minore in appartamenti situati in centri abitati e serviti da mezzi pubblici, con una capienza massima di 6 ospiti.
Vi è la presenza di due persone adulte di riferimento con funzione educativa stabilmente conviventi per ogni struttura.
 

  • La fase di Accoglienza è finalizzata alla conoscenza della storia personale, delle risorse del minore e dell'eventuale progetto migratorio precedente l'arrivo in Italia, nonché l'acquisizione delle regole della comunità da parte del minore e la valutazione dell'equipe del grado di accettazione delle stesse da parte del minore. In questa fase il servizio inviante deve redigere il progetto quadro sulla cui base si svilupperà il Progetto Educativo Individualizzato (PEI)
  • La fase educativa è il nucleo centrale dell'intervento e attraverso il Piano Educativo Individualizzato (PEI) coinvolge il minore in un percorso di stabilizzazione affettiva in grado di migliorare la qualità delle relazioni interpersonali facilitando quindi gli interventi finalizzati all’integrazione sociale, lavorativa e culturale.
  • Nella fase educativa sono coinvolti i servizi invianti, gli istituti didattici, le associazioni sportive, culturali e di volontariato e il mondo del lavoro con le sue articolazioni
  • La fase di sgancio prevede che il minore prima del raggiungimento della maggiore età acquisisca delle competenze per la gestione della propria autonomia, quali gestione economica, igiene personale e degli ambienti di vita, rapporti con il mondo del lavoro e dei servizi. La fase di monitoraggio: nei mesi successivi al raggiungimento della maggiore età si effettuano dei colloqui periodici con il giovane al fine di comprendere le eventuali difficoltà incontrate ed ipotizzare insieme delle soluzioni.

 
STRUMENTI:

1.Gruppo di discussione settimanale in comunità;
2.Percorsi di alfabetizzazione alla lingua italiana per stranieri;
3.Percorsi scolastici e di formazione professionale;
4.Colloqui individuali di orientamento al lavoro e inserimento lavorativo;
5.Colloqui individuali di sostegno psicologico;
6.Attività ludico ricreative, culturali e di socializzazione;
7.Assistenza nella ricerca di un'abitazione nella fase di sgancio;
8.Riunioni d'equipe;
9.Supervisione organizzativa e di analisi dei casi.
 

EQUIPE:

L'equipe educativa è composta da figure professionali con diversa qualifica tra cui:

  • Un responsabile con funzioni di coordinamento;
  • Uno psicologo di riferimento per il supporto ai minori in difficoltà;
  • Due adulti con funzione educativa con presenza effettiva e permanente nella struttura;
  • Educatori professionali di comunità;
    animatori;
  • volontari e tirocinanti.
     

 Referenti: dott.ssa Simona Bonetti

dott.ssa Maria Francesca Santaterra